Tag: metodo di lavoro

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ho trovato questo spunto dalla rete a proposito di difficoltà comunicative nelle aziende:

“…Quando pensiamo al concetto di silo, la prima immagine che sale alla mente è quella di un grande contenitore ben isolato dall’ambiente e dagli avvenimenti esterni. Queste caratteristiche sono apprezzabili quando i silos di cui parliamo sono quelli che gli imprenditori agricoli utilizzano per immagazzinare grano e altri cereali, quando parliamo però il termine silo è associato alle funzioni aziendali, queste qualità si trasformano spesso in svantaggi…”

La maggior parte delle aziende, nate dall’applicazione dei principi classici di management, sono infatti ancora strutturate con divisioni aziendali verticali, che impongono perimetri delineati e processi di comunicazione difficili e laboriosi. Se  queste divisioni trovano una chiara razionale in termini di gestione finanziaria, è vero che rappresentano un ostacolo alla capacità di coordinare il proprio lavoro e le proprie attività come un’unica unità in una economia data-driven.

Perchè l’economia data-driven diffondendo la cultura del confronto sui dati, in tutti gli strati del sistema-azienda, determina una profonda evoluzione del modello a silos e favorirà la progressiva vicinanza dei perimetri funzionali che, se non disciplinata, potrà essere vissuta come sovrapposizione, alimentando gelosie e chiusure. Uno scenario che oltre ad accentuare la parziale inadeguatezza di alcune risorse evidenzierà il nascente fabbisogno di nuove professionalità.

L’evoluzione del modello decisionale deve quindi superare il pattern “silos”, in cui ogni responsabile poco conosce di ciò che fanno gli altri e gli interventi patiscono spesso il limite della frammentazione. In aggiunta, queste funzioni sono naturalmente spinte verso obiettivi, agende, e modi di gestire diversi, aumentando la possibilità di incoerenze e incomprensioni.

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Il giorno 28 marzo parlerò a SMAU di Esperienze di Open Innovation il nuovo modo di innovare e guardare al futuro.

L’evento sarà trasmesso in live streaming su Triwù.it

 

Parlerò del case study ORGANIZER4.0 GRUPPO CHIURLO

 

Tavola rotonda con:
Arturo Lorenzoni, Vice Sindaco Comune di Padova
Antonio Guadagnino, CEO Paradigma Exponential Hub
Gianluigi Cogo, Direzione ICT e Agenda Digitale Regione del Veneto

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Quando sviluppiamo un progetto sia che si tratti di aziende con cui già operiamo,  sia che si tratti di un primo lavoro per aziende “nuove”, ciò che rende riconoscibile il metodo ForzaVendis è l’approccio.

Nulla di rivoluzionario, ma in un mondo che offre ogni giorno novità tecnologiche si tende a perdere di vista COME lavorare in forza di COSA mostrare.

Il nostro approccio impone che qualsiasi progetto o programma di lavoro sia:

  1. dinamico: deve cioè potersi adeguare ai principali adeguamenti  che sicuramente si manifesteranno nel mercato (fattori esogeni) con la nostra azione
  2. adattativo: deve cioè adattarsi alle principali deviazioni che che si manifesteranno per le caratteristiche delle risorse umane destinate a gestirlo (fattori endogeni)

Personalmente ritengo che prima di scegliere un progetto o un programma sia importante investire del tempo per capire COME lavora una struttura.

Il come vi farà capire se sarà sinergica al vs modus operandi oppure se potrà creare tensioni all’interno del team con cui dovrà operare, lasciando al decisore l’ingrato compito di futuro mediatore tra interno ed esterno.